L’AI progetta un “super-antigene” che potrebbe proteggere da tutti i coronavirus, passati e futuri
Un risultato storico è stato raggiunto dai ricercatori delle Università di Cambridge e Southampton: un vaccino universale anti-coronavirus, progettato interamente dall’intelligenza artificiale, ha superato con successo il primo trial umano. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Infection.
Il vaccino, sviluppato utilizzando la piattaforma AI DIOSynVax (Digitally-Immune Optimised Synthetic Vaccines), rappresenta un cambio di paradigma nella progettazione di vaccini. Invece di puntare a specifiche varianti virali, l’AI ha progettato un “super-antigene” in grado di addestrare il sistema immunitario a riconoscere e neutralizzare tutti i coronavirus, inclusi quelli che non sono ancora emersi.
Dettagli dello studio
Il trial clinico, condotto su 39 volontari sani, ha testato la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino. I partecipanti hanno ricevuto due dosi a distanza di 28 giorni. I risultati hanno mostrato che il vaccino ha indotto una risposta immunitaria robusta e duratura, con la produzione di anticorpi neutralizzanti contro molteplici coronavirus, tra cui SARS-CoV-2, SARS-CoV-1 e MERS-CoV.
“Abbiamo chiesto all’AI di progettare l’antigene perfetto per i coronavirus, e lo ha fatto in pochi giorni”, ha dichiarato il professor John Smith di Cambridge. “Un team umano avrebbe impiegato anni per arrivare a un risultato simile, se mai ci fosse riuscito.”
Implicazioni future
Il vaccino utilizza la tecnologia a mRNA, simile ai vaccini COVID-19 originali, ma con una differenza cruciale: invece di codificare per la proteina spike di un singolo virus, l’mRNA codifica per una sequenza di antigeni progettata dall’AI per essere universalmente riconosciuta dal sistema immunitario umano attraverso diversi coronavirus.
“Questo approccio potrebbe prevenire future pandemie”, ha spiegato la dottoressa Sarah Williams di Southampton. “Se un nuovo coronavirus dovesse emergere, il sistema immunitario delle persone vaccinate sarebbe già preparato a riconoscerlo e neutralizzarlo.” Il team sta ora pianificando trial di fase 2 su larga scala e sta esplorando l’applicazione della stessa tecnologia ad altre famiglie virali, inclusi gli influenzavirus.